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LA PREDILETTA. IL DIARIO DELLA FIGLIA DI SISSI Novità MGS PRESS – seconda edizione LA PREDILETTA. IL DIARIO DELLA FIGLIA DI SISSI di Maria Valeria d'Austria, a cura di Martha e Horst Schad. 304 pagine, illustrazioni, brossura, € 22,00 Ritorna disponibile (solo in un centinaio di copie) il diario dell’arciduchessa Maria Valeria, una delle più importanti fonti storiche sulla vita di sua madre, l’imperatrice Elisabetta d’Austria. Gli originali fanno parte di un archivio privato a tutt’oggi inaccessibile. Nell’Archivio Bavarese di Stato a Monaco, nel lascito dell’archivista e storico Richard Sexau, si trova tuttavia un estratto dell’assai voluminoso manoscritto, in un'affidabile copia dattiloscritta, che costituisce la base di questa edizione. Nel 1924 l’arciduchessa (1868-1924) ricordava di aver distrutto parte dei suoi diari. I testi oggi accessibili comprendono l’arco di tempo che va dal 1878 al 1899. Il 10 settembre 1898 l'imperatrice Elisabetta cadde vittima di un assurdo attentato. La presente edizione abbraccia anche il successivo periodo di lutto e termina il 16 aprile 1899. In occasione dell’incoronazione a Budapest, alla coppia imperiale austriaca era stato regalato il castello di Gödöllö, che da allora venne utilizzato dalla famiglia come residenza estiva ungherese. I soggiorni in Ungheria, paese amato da Elisabetta, portarono nel matrimonio della coppia imperiale – benché temporaneamente – una nuova armonia: il 22 aprile 1868 nacque a Budapest il quarto erede, l’arciduchessa Maria Valeria. Con il battesimo nel castello di Ofen la bimba ricevette il nome di Maria Valeria, in riferimento alla sua nascita in Ungheria, poiché la zona orientale dell’antica provincia romana della Pannonia portava il nome “Valeria”. Come nessuno dei precedenti figli, questa “bambina ungherese”, “l’unica”, come sarebbe stata presto chiamata, conquistò il cuore della madre. Maria Valeria potè vivere vicino a Sissi, ma ne condivise anche l’inquieta vita. I diari della figlia prediletta di Elisabetta, tradotti per la prima volta in italiano, forniscono una straordinaria descrizione da vicino dell’imperatrice e consentono un’autentica conoscenza dell’indole di una donna che con la sua avvenenza e il suo eccentrico modo di vivere ha finito col diventare un mito. ------------ Nata nel 1939, MARTHA SCHAD ha studiato storia e storia dell’arte ad Augusta. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra cui Le regine bavaresi, La casa reale bavarese–Storia illustrata dei Wittelsbacher, Ludwig Thoma e le donne, Donne che cambiarono il mondo. Per i tipi di Langen Müller ha dato alle stampe nel 1997 L’imperatrice Elisabetta e le sue figlie. L’autrice vive ad Augusta con il marito HORST. H. SCHAD, co-curatore del presente libro. |
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SERBIDIOLA. TRIESTE IN RIMA Novità MGS PRESS - Dodicesima edizione SERBIDIOLA Trieste in rima di Carpinteri & Faraguna 144 pagine, illustrazioni, glossario per quei che vien de fora o che parla altrimenti, brossura, € 14,50, disponibile da metà maggio Per la prima volta nel terzo millennio, le memorie del Noneto – ma non solo le sue, anche quelle del suo mitico papà che “iera zà morto” e di quanti vissero molto prima di lui – tornano al pubblico che già le conosce o imparerà a conoscerle adesso, nella fiabesca città in cui tutto ciò che riguarda i bei tempi d’una volta sembra essere eternamente accaduto la settimana scorsa e tutti si sentono contemporanei del castello di Miramare sempre nuovo, come l’oro che no ciapa macia, tale e quale Massimiliano lo lasciò a beneficio della passata, presente e futura vocazione turistica di Trieste. E così come Massimiliano è tornato nella sua vecchia piazza, il Noneto torna in libreria confidando di divertire quelli che “iera putei” tanti anni dopo di lui e forse, chissà, anche di farli riflettere. ------------ Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, giornalisti e scrittori, nati entrambi a Trieste nel 1924, hanno fondato nel 1947 il settimanale umoristico La Cittadella, che è uscito con Il Piccolo ogni lunedì, fino al marzo 2001. C & F hanno ricevuto il Premio Hemingway 1986 e la targa speciale dei cronisti per il San Giusto d’oro 1994. Da registrare anche una lunga, intensa collaborazione con la Rai e, in particolare, la più che trentennale rubrica El Campanon. Carpinteri & Faraguna hanno pubblicato anche i sei volumi del fortunato ciclo Le Maldobrìe, storie di terra e di mare ambientate nelle province dell’Impero austro-ungarico e hanno lavorato per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e per il Teatro Stabile La Contrada di Trieste. La Premiata Ditta si è sciolta il 16 maggio 2001 con la morte improvvisa di Mariano Faraguna. |
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COME NON FUI IMPERATRICE Novità MGS PRESS – terza edizione COME NON FUI IMPERATRICE Memorie dell'ultima principessa ereditaria d'Austria-Ungheria di Stefania del Belgio 224 pagine, illustrazioni, brossura, € 18,00, disponibile da metà maggio La fine sanguinosa di Rodolfo d’Asburgo fu considerata per molto tempo come uno dei più paurosi misteri della Corte austriaca. Accanto al principe ereditario, nel castello di caccia di Mayerling dove fu trovato morto, giaceva, colpita come lui da una pallottola al capo, la giovanissima baronessa Maria Vetsera. Delitto o duplice omicidio? E nella seconda ipotesi, quali motivi avevano potuto indurre a uccidersi l’erede della corona imperiale? Si ricordavano i suoi amori, i suoi debiti, le sue dissipazioni; si citavano le sue audaci opinioni politiche che lo avevano spesso posto in contrasto con la Corte alla quale apparteneva. Qualcuno tuttavia, fino alla prima pubblicazione di questo libro, scritto dalla vedova Stefania del Belgio, persisteva a non ammettere la realtà del suicidio. A tutt’oggi, comunque, non si è mai saputa la verità, si sono fatte solo molte supposizioni. Chi sapeva – certamente il cameriere di Rodolfo Johann Loschek, il suo cocchiere Josef Bratfisch e pochi altri – ha portato il segreto nella tomba. La verità deve essere stata terribile se ha indotto l’imperatore Francesco Giuseppe a pagare con case e denaro contante il silenzio di quanti si trovavano a Mayerling il 30 gennaio 1889. “Come non fui imperatrice” è un libro coraggioso e sincero, popolato di figure e di avvenimenti storici, ricco di informazioni, che descrive non solo le delusioni coniugali della giovane figlia del re dei belgi, sposata senza amore all’erede di Francesco Giuseppe, ma anche le grandezze e le miserie della Corte di Vienna, i viaggi per l’Europa e i tranquilli soggiorni triestini nel castello di Miramare. ------------ Stefania, principessa del Belgio, duchessa di Sassonia, principessa di Sassonia-Coburgo-Gotha, nacque nel castello di Laeken il 21 maggio 1864. Sposò a Vienna il 10 maggio 1881 l’arciduca Rodolfo, principe ereditario d’Austria-Ungheria, nato a Laxenburg il 21 agosto 1858 e morto a Mayerling il 30 gennaio 1889. Da queste nozze nacque un’unica figlia, l’arciduchessa Elisabetta, che sposò a Vienna in prime nozze il principe di Windischgraetz e, in seconde, Leopold Petzneck. Elisabetta morì nel 1963. La principessa Stefania sposò in seconde nozze, a Miramare, il 22 marzo 1900, il principe Elemero di Lonyay, nato a Bodrog Olaszi, in Ungheria, il 24 agosto 1863. A lui è dedicata l’edizione originale tedesca di questo libro che uscì a Lipsia nel 1935. La dedica dice: “Al mio diletto marito il principe Elemero di Lonyay. Alzo dal profondo del cuore un canto di infinita gratitudine per quella creatura diletta che, dal giorno benedetto della nostra unione, seppe, grazie al suo nobile animo, al suo elevato modo di sentire, alle sue grandi doti morali e a una sollecitudine squisita, colmarmi sempre di una felicità pura e perfetta”. Stefania morì nel 1945. |
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PORTO SCONTO, di Carpinteri & Faraguna on line Cliccando su “ Le Maldobrie" troverete on line PORTO SCONTO, la più bella maldobria scritta da Lino Carpinteri & Mariano Faraguna. “Un capolavoro di umorismo, di fantasia, di poesia”, il commento di Fruttero & Lucentini. Personaggi e interpreti: Bortolo: Gianfranco Saletta Siora Nina: Ariella Reggio Capitan Coglievina: Mimmo Lo Vecchio Musiche di Livio Cecchelin; regia di Francesco Macedonio. |
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L'INFERNO. Version original in triestin con vizin la traduzion toscana pei poveri ignoranti Novità MGS PRESS – QUARTA EDIZIONE La Divina Commedia de Dante Alighieri L'INFERNO Version original in triestin con vizin la traduzion toscana pei poveri ignoranti A cura de Nereo Zeper Pagine 216, € 17,50 Dante Alighieri iera de Firenze e 'l parlava Fiorentin ma, durante l'esilio – perchè Dante, no so se savè, i lo gaveva esilià de Firenze – el iera sta' un bon toco ospite dei Signori de Duin, e là el gaveva 'vù ocasion de impararse el Triestin; e 'l lo gaveva imparà tanto ben, ma tanto ben ch'el se gaveva fina messo a scriver in poisia in Triestin: che difati, come che tuti sa, in Triestin, po, el ga scrito la Divina Comedia. Su 'sta Divina Comedia tanto se ga parlà e tanti xe stai nei secoli i comenti (l'Assaibon, i Comenti del Butich, del Tiraca, del Del Longo, i Antichi Comenti Taliani…), ma solo adesso un – un sclebez qualunque che no merita gnanca nominar – se ga insognà de farghene una traduzion in Toscan, sostignindo che, se Dante gavessi scrito la Divina Comedia in Toscan (visto che de sicuro el iera bon de scriver anche in Toscan), la gaveria scrita proprio cussì. Eco, alora noi, adesso, vizin a la version imortal del grando poema – visto che xe sempre de più la gente ignorante che se ga dimenticà el Triestin, o che lo parla a stento o malamente – presentemo 'sta spece de traduzion in Toscan che, ben o mal, tira para mola, xe diventà in 'sti ultimi secoli quela lingua che in Italia tuti quanti parla; e alora… Bon, noi qua cominciemo con l'Inferno, adesso, Purgatorio e Paradiso sarà per un'altra volta. Voialtri intanto profiteve de Dante per imparar el Triestin, chè no sta mai mal saver do lingue nela vita, e ogni modo per farve una cultura e saver le robe del mondo: de questo mondo qua e de quel altro, se capissi, chè ogi e doman capita magari che se incontremo tuti proprio lazò e ve poderia vignir star comodo saver come che xe fato l'ambiente, i inquilini e… tuto un poco, dei. Ancora una roba: 'sta qua xe la version original. Ghe xe anche una version apocrifa ma solo de la prima cantada fata de un certo Stolfa che se spaciava per Dante. No steghe andar drio. ---------- Nereo Zeper è nato a Trieste nel 1950. Come scrittore si è occupato di alpinismo (Ladro di montagne, 1997, Narcisi di montagna, 2004) e di dialetto: sue le figure di Cianeto (Tropa roba, Mgs Press 2000) e del Mago de Umago (La bisbetica domacia e altre storie del Mago de Umago, Mgs Press 2003). Come autore e regista radiotelevisivo (Rai) ha al suo attivo numerosi documentari attinenti alla montagna e un film (Promosso!, 2001). Sempre come autore e regista ha messo in scena El dialeto triestin, una storia cantata e recitata del nostro dialetto trasmessa da Telequattro. |
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TRIESTE 1918-1954. GUIDA ALL'ARCHITETTURA Novità MGS PRESS – Seconda edizione TRIESTE 1918-1954. GUIDA ALL'ARCHITETTURA A cura di Paolo Nicoloso e Federica Rovello 348 pagine, illustrazioni, rilegatura olandese, € 25,00 E' uscita la seconda edizione di Trieste 1918-1954. Guida all’architettura, curata da Paolo Nicoloso e Federica Rovello. Il libro vuole far conoscere la città attraverso l'architettura, raccontando le storie complesse – alcune volte conosciute, altre volte dimenticate oppure rimaste nascoste – dei suoi palazzi, delle sue piazze e dei suoi piani urbanistici; inoltre vuole interpretare i segni con cui l'architettura e la città parlano, ricostruendone i significati, mostrandone aspetti poco noti, dando voce a programmi mai realizzati. Sempre la nostra Casa editrice, nel dicembre dello scorso anno, aveva pubblicato, a cura della stessa Rovello, Trieste 1872-1917. Guida all’architettura (416 pagine, € 28,00). Anche in questo caso si era voluto dare un contributo di conoscenze sullo sviluppo urbano a Trieste in un periodo cruciale che ha visto la città espandersi e rinnovare il suo volto, attraverso i progetti di alcuni tra i protagonisti dell’architettura europea. ---------- Paolo Nicoloso insegna Storia dell'architettura alle Università di Trieste e di Udine. Ha pubblicato La città inventata (Pordenone 1992), Gli architetti di Mussolini (Milano 1999) e, con A. Guerra ed E. Molteni, Il trionfo della miseria (Milano 1995). Ha curato con F. Luppi Il piano Fanfani in Friuli (Udine 2001), Marcello D'Olivo architetto (Milano 2002). E' autore di numerosi saggi sull'architettura del Novecento in Italia. Federica Rovello, architetto e dottore di ricerca, insegna Teoria e storia del restauro alla Facoltà di Architettura dell’Università di Trieste. E’ segretario della sezione Friuli Venezia Giulia dell’associazione do.co.mo.mo. Italia onlus (Associazione italiana per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni). Ha pubblicato diversi saggi e studi sull’architettura degli anni Trenta, relativi in particolare alla città di Trieste. |
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TRIESTE SUL MARE. STORIE DI UOMINI E NAVI NOVITA' MGS PRESS - USCITA: 20 novembre 2008 Il libro: TRIESTE SUL MARE. STORIE DI UOMINI E NAVI di Maurizio Eliseo e Claudio Ernè 176 pagine, cartonato, foto, € 24,50 La presenza del mare è percepita anche quando non lo vedi, limitato come sei nella tua visione da strade circondate da palazzi e grandi case. Una presenza costante, un grande respiro. Banchine, hangar, binari, stazioni, fari, gru, sono cresciuti assieme al porto e alle dimensioni delle navi che hanno fatto per un secolo la fortuna di Trieste. Poi all’improvviso, negli Anni Settanta dello scorso secolo, una grande crisi ha ridimensionato i cantieri, ha messo in discussione tradizioni e modelli di vita, ha cancellato migliaia di posti di lavoro. Ora la grande corsa è ripresa, si ritorna a navigare non solo per necessità ma anche per divertimento. Il mare e il suo grande respiro ritornano alla ribalta, si riempiono i polmoni con il ritmico andare delle onde e delle maree. Queste immagini, questo libro, propongono un viaggio che è allo stesso tempo un percorso a ritroso nella nostra storia e una passeggiata nella città di questi giorni. Tra prue, scafi, marinai, sibili di sirene, catene, scintillanti scie, vento, remi, bicipiti e mare salato. ---------- Maurizio Eliseo ha pubblicato diversi libri dedicati alla storia delle navi di linea che gli sono valsi riconoscimenti in Europa e negli Stati Uniti. Possiede una delle maggiori collezioni di fotografie, opuscoli e libri sulla Marina mercantile italiana. Come consulente navale collabora con Rai, Fondazione Ansaldo, Archivio storico Fincantieri, National Geographic Television. Insegna storia navale ai master di specializzazione post laurea per architetti e ingegneri navali all’Università di Trieste. Tra i suoi volumi Transatlantici tra le due guerre, Andrea Doria centouno viaggi, Rex, storia di un transatlantico. Assieme ad Ernè ha realizzato nel 2007 Trieste e le navi. I transatlantici. Claudio Ernè, giornalista de Il Piccolo, nel 1997 ha vinto uno dei premi nazionali come cronista dell’anno per un’inchiesta sulla strage di piazza Fontana e sugli attentati che l’hanno preceduta a Trieste e Gorizia. Nel suo archivio sono conservate 50 mila immagini. Scrive di cronaca giudiziaria, nera, costume e fotografia. Nel 2001 ha realizzato per la Fratelli Alinari il volume Omaggio a Trieste. Ha inoltre pubblicato Cent’anni di Repubblica nel Friuli Venezia Giulia, Viola. Cronache dal manicomio negato e Franco Basaglia a Trieste. |
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